lunedì 30 marzo 2009

Futurismo (l'arte di non cambiarsi le mutande)

Prima di tutto vorrei farvi notare una cosa, spesso la gente per bene, nonostante abbia pensieri positivi verso gli altri simili e la vita in generale, si prodighi in atti di altruismo, se non di eroismo, finisce per essere discriminata, perchè non si cambia le mutande.
In questo periodo a Roma si festeggia il centennario della nascita futurismo. Le celebrazioni consistono in tre mesi di bagordi in cui il sindaco Alemanno e i movimenti di destra studenteschi posso dire la loro sull'arte. ecco uno stralcio del comunicato che troverete integralmente su:

http://firewolf.megablog.it/item/centenario-futurismo-roma-azione-universitaria-ha-allestito-una-mostra-nell-universit-la-sapienza

Centenario Futurismo, Roma: Azione Universitaria ha allestito una mostra nell’Università La Sapienza

“Ancora una volta Azione Universitaria, il movimento che rappresenta la giovane Destra nazionale con la passione dei suoi militanti, si è dimostrata capace di raccontare un pezzo della storia e della cultura del popolo italiano. È con la fierezza di una “marcia che ci impedisca di marcire” che commemoriamo questo momento. È con “il coraggio, l’audacia e la ribellione” che portiamo avanti ogni giorno le nostre battaglie per gli studenti in tutti gli Atenei”. Questo il commento dei Dirigenti Nazionale di Azione Universitaria, Ernesto Di Giovanni ed Andrea Volpi...

Notiamo subito una cosa, questi ragazzi non si cambiano le mutande da un centinaio di anni, usano la stessa terminologia di un mondo inabissato, un mondo ormai ricoperto dalle sgommate di tutte le cacate che hanno mal trattenuto i loro predecessori: i fascisti.

Penso che il Futurismo calzasse proprio perfettamente con il tempo storico in cui era inserito: velocità, meccanica, ragione come fiamma, spirito come combustibile. La società governata da meccaniche stabilite dal meccanico (il tiranno appunto) la fredda neutrale sensazione di esser parte di un sistema a cui ribellarsi fosse segno di malfunzionamento (vedi sotto il termine diversità nel vocabolario del gran fascista).

La parola spirito e ragione che ritornano sempre vicine, che ballano larghi giri di valzer, che si baciano si stringono, si attenagliano, si lubrificano, si sfregano come pistoni di aahhh ahhh sì ancora, perchè ai fascisti non piace manco più tanto quel dio-uomo cristo, tutto bla bla micio micio bau bau che si lascia prendere da emozioni caritatevoli e adirittura considera gli ebrei come figli dello stesso dio. Allora i fascisti si fanno un altro dio, ma i luoghi ed i motivi di culto non possono sovrapporsi a quelli già preesistenti e radicati, allora inventano altri motivi di culto, altre strategie di marketing...

Che il futurismo in italia sia stato principalmente un fenomeno di regime, in ogni caso, non compromette il suo valore innovativo e rivoluzionario all'interno del panorama artistico, non voglio di certo sminuirne l'invenzione anche perchè chi sono io per farlo? Comunque il linguaggio è quello, i toni sono quelli, alle volte penso che cambiarsi le mutande possa essere un gesto di umiltà.

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